FamiliariCosa dire quando muore un genitore o parente stretto?

Nel dare la notizia occorre creare - se è possibile - una situazione di intimità, trovando un posto tranquillo dove poter stare vicini fisicamente. Poi procedere a tappe, rimanendo disponibili e attenti alle reazioni, domande, osservazioni e movimenti corporei che accompagnano il dialogo.

Cosa dire a bambini e ragazzi quando muore un genitore, un fratello o una sorella, un parente stretto? 

Si potrebbe dire qualcosa come:

"Ricordi che ti avevo detto che la mamma era malata, tanto malata che i medici non potevano fare niente per guarirla? Devo dirti una cosa molto triste. La mamma purtroppo è morta proprio questa mattina.

Ora siamo rimasti con tutte le persone care che ci vogliono bene e che ci aiuteranno a sentici meno soli”.

Le reazioni iniziali alla notizia di una morte possono variare dalla disperazione al pianto dirotto, all’apparente disinteresse, all'isolamento o ad una iperattività inquieta. Il bambino può anche ammutolirsi o incredibilmente chiedere: “Chi mi accompagna a casa del mio amichetto?, oppure "Cosa mangiamo questa sera?”. Queste e anche altre reazioni sono normali e non significano che il bambino è insensibile, indifferente.

I bambini ascoltano tanto quanto possono accogliere e padroneggiare, hanno profonde risonanze emozionali ma non riescono a tollerare per lungo tempo il dolore: facilmente passano dal pianto al riso e si alleggeriscono distraendosi e interessandosi ad altro.

I ragazzi più grandi hanno più strumenti cognitivi dei bambini e sanno che la morte è un evento inevitabile, definitivo e che toccherà anche a loro. Ma la conoscenza dell’ inevitabilità della morte non consola quando muore una persona cara. I ragazzi, come del resto gli adulti, spesso, non sono pronti ad affrontare questa realtà specie se riguarda la morte improvvisa o drammatica di un genitore, un fratello e anche di un coetaneo.

Anche con i ragazzi è bene creare una situazione di intimità e procedere pian piano, rimanendo disponibili e in ascolto delle domande, delle osservazioni, delle espressioni corporee che accompagnano il dialogo. Si potrebbe dire:

"Purtroppo il tuo fratellino, che era tanto malato e sofferente, oggi è mancato. Non c'erano altre cure possibili per prolungargli la vita. È una cosa tristissima per tutti, veramente dolorosa da reggere... Ci aiuteremo ad andare avanti e a superare questo momento difficile”.